La sedia della felicità: il saluto alla vita di Carlo Mazzacurati

Di questo film non voglio dire nulla. Né la trama, né cosa mi è piaciuto di più, nulla che possa svelare anche solo qualcosa della storia. Bisogna vederlo e basta. Non perché sia il capolavoro di Mazzacurati ma perché è il suo saluto. E’ come se con questo film avesse voluto dire ciao a tutti gli amici e a tutti quelli che lo hanno seguito e ammirato in questi anni. E lo ha fatto con la sua ironica malinconia di sempre, stavolta addirittura pure più comica, lì a casa sua, nel suo Veneto che stavolta è pieno di sole e luce. Ci mette Valerio Mastrandrea ormai in grado solo con la sua faccia di raccontare mille mondi di sfighe da cui uscirne comunque vivo. Poi ci mette Isabella Ragonese, carina, ripulita dal suo accento palermitano, e il suo attore culto, Giuseppe Battiston, perfetto, un po’ stronzamente goffo o goffamente stronzo fate voi. E poi chiama tanti amici a fare piccole particine, camei, da Silvio Orlando, a Fabrizio Bentivoglio, a Roberto Citran, Milena Vukotic, Antonio Albanese, Natalino Balasso. Li mette tutti insieme in una specie di favola strampalata, ma non è nemmeno la storia la cosa importante, non è la sedia da trovare (mannaggia vi ho svelato un pezzetto di trama!), ma forse è quella felicità che viene cercata, viene invocata, viene evocata, che viene ricercata in una cosa brutta, ma brutta forte, che però nasconde un tesoro! Detta così sembra il festival delle banalità, ma Mazzacurati se ne fregava delle etichette e faceva quello che più gli piaceva, cioè raccontare personaggi, farli muovere, parlare, dentro una storia più o meno intrigante, ma ridendo comunque anche se forse c’è poco da ridere. E dire che in questo film ci sta pure la crisi, la tanto schifosa crisi economica, starnazzata da chi  vuole acchiappare voti, sofferta da chi in quei voti non crede più. E allora cosa diavolo è questa felicità che alla fine trovano i protagonisti e che un moribondo vorrebbe farci credere di aver scoperto? I protagonisti cosa trovano? Mazzacurati ci lascia in un finale quasi da cartone animato, ci dice ciao e ci dice andate voi adesso che io sono arrivato. Forse non voleva lasciare proprio nessun messaggio, nessuna strada, solo forse una dritta: non è tanto quanto vivi ma come vivi, alla fine della fiera varranno solo i momenti intensi che hai vissuto, cercando.

Ecco un omaggio a Carlo Mazzacurati con le immagini tratte da alcuni dei suoi film più belli

Oggi ho incontrato Giuseppe Battiston (e non se n’è accorto nessuno!)

Ci sono giorni in cui mi sento come una che abita in un altro pianeta e ogni tanto scende sulla terra per le normali commissioni, tipo fare la spesa, per dire. Che poi mi sento una scema, io che di fare la snob manco mi passa per l’anticamera del cervello. Però davvero mi sento come se parlassi un’altra lingua e quando dico qualcosa mi capisco solo io!

Oggi mi trovavo in un negozio gastrofighetto che vende meravigliosi derivati di maiali a forma di salami, salsicce e altre cose grasse, maledettamente buone. Ci vado poco, solo quando voglio farmi male sia al fisico che un po’ anche al portafoglio, anche se non più di quanto si possa pensare. Ma andiamo oltre. Entro dentro e mi accorgo che accanto a me c’è un signore alto, ben messo, con barba e un inconfondibile accento veneto, che sta scegliendo tra salsicce, trita, salamini. E non posso non notare che si tratta di uno dei miei attori preferiti, cioè Giuseppe Battiston! Noto subito che è dimagrito molto anche se nel fare la spesa non si fa mancare proprio nulla del ben di dio che ha davanti. La sua figura rimane sempre imponente ma sta molto bene, ha sempre quell’aria buona che mi piace molto. Io vado subito in brodo di giuggiole, ma siccome sono anche un po’ imbranata faccio la parte di quella che è superiore alle faccende del mondo dello spettacolo e non alzo neanche un sopracciglio. Intendiamoci, io non ho la faccia tosta di fermare uno famoso e chiedergli, con l’espressione di chi ha davanti la madonna, un autografo. Non sono mai stata una fan neanche quando avevo 15 anni e mi piacevano i Duran Duran (ebbene si! Ma poi ascoltavo anche The Cure, The Smith, David Bowie, i Talking Heads… insomma ero di ampie vedute!), mi sembravano cretine quelle che piangevano come disperate perché avevano visto l’angolo destro della giacca di Simon Le Bon e si illudevano di poterlo sposare! E poi a me Wild Boys ha sempre fatto cagare come canzone e come video, indipendentemente dal fatto che mi piacessero i ragazzotti in questione!

Ritornando a Battiston, insomma ero lì a scegliere i miei salamini accanto a un attore che ritengo molto bravo, uno dei migliori della sua generazione, un attore che ha fatto film di registi che mi piacciono come Mazzacurati e Soldini. Un attore che con la sua stazza riesce a dare leggerezza ai personaggi che interpreta, un attore che fa teatro, insomma un attore completo. E nella mia testa, mentre ero al bancone indecisa tra un salamino al barolo e uno alla birra, mi ero convinta che tutti in quel negozio lo avessero ricunosciuto, vista la simpatia con cui la banconista lo trattava, tanto che alla fine della spesa (una bella spesa! Il nostro è un grandioso buongustaio!) lo ha pure omaggiato con una confezione di wurstel fatti con un suino che credo conoscesse personalmente, allevato solo con speciali ghiande provenienti dai boschi degli elfi delle fate. Quindi Battiston paga, ringrazia tutti, auguri per tutti ed esce. Io tutta contenta mi avvicino alla cassa per pagare i miei salamini ubriachi e tutta contenta dico “Era lui!” alla cassiera che mi guarda un po’ stranita. Allora continuo la mia performance da cinefila incallita :” Quel signore di prima era un attore…”. Quella mi guarda e “Ah si? E chi era?”. Io con una faccia del tipo staischerzando le faccio :”Battiston!” . Quella si gira verso la collega e le fa: “Hai capito? Hai servito un attore!!!” . E poi mi fa:” Ma perché che film ha fatto?” . IO sempre continuando sulla stessa strada ormai senza uscita:”Ha fatto tanti film, ad esempio ha lavorato con Mazzacurati!” . Gelo. Silenzio. “Ah ma io non riconosco mica tutti! Tipo quando qui veniva Andrea Agnelli mica lo riconoscevo!” . Lì ho capito tutto. Andrea Agnelli credo non lo riconosca neanche suo cugino. Ma non è questo il punto. Il punto è che stavo parlando di robe che erano sconosciute, che se avessi parlato di Neri Parenti allora si forse si. Ma anche no, perché se la gggente vede un film mica chiede chi è il regista! Basta solo che ce fa ride e semo contenti! Che poi Battiston ha fatto anche delle serie in tv tipo “Tutti pazzi per amore”, una di quelle cose easy che acchiappano il pubblico e permettono all’attore di poter far cassa e dedicarsi per esempio al teatro (Battiston ha dato corpo, stazza, e anima ad Orson Welles in teatro, ha fatto il Macbeth per dire!) visto che purtroppo in questo paese di cultura non si campa. Ma gnente, a noi ci piace guardà senza capì, che nun ci abbiamo molto tempo da perde! Metti pure che Battiston non ha il fisico di un tronista, ma di un essere umano normale, un po’ impacciato ma tanto bravo. Che me lo ricordo a fare allora!

E lì ho capito che certe volte faccio meglio a stare zitta. Almeno mi sento meno scema e mi sento meno aliena. Non so, mi è sembrato che fosse un esempio di come alla mediocrità non ci sia limite, di come l’essere famoso dipenda da quanti minuti di urla e strepiti e chiappe fai vedere in tv. Sono snob? Non credo, sono solo una che si guarda intorno, ma forse questo è considerato snobismo, anche se non sto sulle terrazze romane sorseggiando prosecco e discutendo dei problemi della sinistra. Sto a casa mia sorseggiando acqua del rubinetto e guardando più film che posso. E’ questo il mio errore. Da domani mi sfonderò di programmi di Maria De Filippi così se incontro un tronista almeno mi mescolo alla massa adorante! ….. Ma anche NO!

Vi lascio con un accorato appello di Giuseppe Battiston contro gli attori cani. Così chi non sa chi è, capisce che forse tra i tanti cani ci sono degli attori che, per quanto facciano prevalentemente parti secondarie, sono bravi. Che poi secondario non vuol dire insignificante, perché l’attore secondario è colui che supporta il personaggio principale e a volte gli da spessore, specie se l’attore che lo interpreta è un cane!