Oggi ho incontrato Giuseppe Battiston (e non se n’è accorto nessuno!)

Ci sono giorni in cui mi sento come una che abita in un altro pianeta e ogni tanto scende sulla terra per le normali commissioni, tipo fare la spesa, per dire. Che poi mi sento una scema, io che di fare la snob manco mi passa per l’anticamera del cervello. Però davvero mi sento come se parlassi un’altra lingua e quando dico qualcosa mi capisco solo io!

Oggi mi trovavo in un negozio gastrofighetto che vende meravigliosi derivati di maiali a forma di salami, salsicce e altre cose grasse, maledettamente buone. Ci vado poco, solo quando voglio farmi male sia al fisico che un po’ anche al portafoglio, anche se non più di quanto si possa pensare. Ma andiamo oltre. Entro dentro e mi accorgo che accanto a me c’è un signore alto, ben messo, con barba e un inconfondibile accento veneto, che sta scegliendo tra salsicce, trita, salamini. E non posso non notare che si tratta di uno dei miei attori preferiti, cioè Giuseppe Battiston! Noto subito che è dimagrito molto anche se nel fare la spesa non si fa mancare proprio nulla del ben di dio che ha davanti. La sua figura rimane sempre imponente ma sta molto bene, ha sempre quell’aria buona che mi piace molto. Io vado subito in brodo di giuggiole, ma siccome sono anche un po’ imbranata faccio la parte di quella che è superiore alle faccende del mondo dello spettacolo e non alzo neanche un sopracciglio. Intendiamoci, io non ho la faccia tosta di fermare uno famoso e chiedergli, con l’espressione di chi ha davanti la madonna, un autografo. Non sono mai stata una fan neanche quando avevo 15 anni e mi piacevano i Duran Duran (ebbene si! Ma poi ascoltavo anche The Cure, The Smith, David Bowie, i Talking Heads… insomma ero di ampie vedute!), mi sembravano cretine quelle che piangevano come disperate perché avevano visto l’angolo destro della giacca di Simon Le Bon e si illudevano di poterlo sposare! E poi a me Wild Boys ha sempre fatto cagare come canzone e come video, indipendentemente dal fatto che mi piacessero i ragazzotti in questione!

Ritornando a Battiston, insomma ero lì a scegliere i miei salamini accanto a un attore che ritengo molto bravo, uno dei migliori della sua generazione, un attore che ha fatto film di registi che mi piacciono come Mazzacurati e Soldini. Un attore che con la sua stazza riesce a dare leggerezza ai personaggi che interpreta, un attore che fa teatro, insomma un attore completo. E nella mia testa, mentre ero al bancone indecisa tra un salamino al barolo e uno alla birra, mi ero convinta che tutti in quel negozio lo avessero ricunosciuto, vista la simpatia con cui la banconista lo trattava, tanto che alla fine della spesa (una bella spesa! Il nostro è un grandioso buongustaio!) lo ha pure omaggiato con una confezione di wurstel fatti con un suino che credo conoscesse personalmente, allevato solo con speciali ghiande provenienti dai boschi degli elfi delle fate. Quindi Battiston paga, ringrazia tutti, auguri per tutti ed esce. Io tutta contenta mi avvicino alla cassa per pagare i miei salamini ubriachi e tutta contenta dico “Era lui!” alla cassiera che mi guarda un po’ stranita. Allora continuo la mia performance da cinefila incallita :” Quel signore di prima era un attore…”. Quella mi guarda e “Ah si? E chi era?”. Io con una faccia del tipo staischerzando le faccio :”Battiston!” . Quella si gira verso la collega e le fa: “Hai capito? Hai servito un attore!!!” . E poi mi fa:” Ma perché che film ha fatto?” . IO sempre continuando sulla stessa strada ormai senza uscita:”Ha fatto tanti film, ad esempio ha lavorato con Mazzacurati!” . Gelo. Silenzio. “Ah ma io non riconosco mica tutti! Tipo quando qui veniva Andrea Agnelli mica lo riconoscevo!” . Lì ho capito tutto. Andrea Agnelli credo non lo riconosca neanche suo cugino. Ma non è questo il punto. Il punto è che stavo parlando di robe che erano sconosciute, che se avessi parlato di Neri Parenti allora si forse si. Ma anche no, perché se la gggente vede un film mica chiede chi è il regista! Basta solo che ce fa ride e semo contenti! Che poi Battiston ha fatto anche delle serie in tv tipo “Tutti pazzi per amore”, una di quelle cose easy che acchiappano il pubblico e permettono all’attore di poter far cassa e dedicarsi per esempio al teatro (Battiston ha dato corpo, stazza, e anima ad Orson Welles in teatro, ha fatto il Macbeth per dire!) visto che purtroppo in questo paese di cultura non si campa. Ma gnente, a noi ci piace guardà senza capì, che nun ci abbiamo molto tempo da perde! Metti pure che Battiston non ha il fisico di un tronista, ma di un essere umano normale, un po’ impacciato ma tanto bravo. Che me lo ricordo a fare allora!

E lì ho capito che certe volte faccio meglio a stare zitta. Almeno mi sento meno scema e mi sento meno aliena. Non so, mi è sembrato che fosse un esempio di come alla mediocrità non ci sia limite, di come l’essere famoso dipenda da quanti minuti di urla e strepiti e chiappe fai vedere in tv. Sono snob? Non credo, sono solo una che si guarda intorno, ma forse questo è considerato snobismo, anche se non sto sulle terrazze romane sorseggiando prosecco e discutendo dei problemi della sinistra. Sto a casa mia sorseggiando acqua del rubinetto e guardando più film che posso. E’ questo il mio errore. Da domani mi sfonderò di programmi di Maria De Filippi così se incontro un tronista almeno mi mescolo alla massa adorante! ….. Ma anche NO!

Vi lascio con un accorato appello di Giuseppe Battiston contro gli attori cani. Così chi non sa chi è, capisce che forse tra i tanti cani ci sono degli attori che, per quanto facciano prevalentemente parti secondarie, sono bravi. Che poi secondario non vuol dire insignificante, perché l’attore secondario è colui che supporta il personaggio principale e a volte gli da spessore, specie se l’attore che lo interpreta è un cane!

 

 

Arieccomi!!!! (Caso mai qualcuno stesse in pensiero …..)

The Mad Hatter: Have I gone mad? [Alice checks Hatter’s temperature] Alice Kingsley: I’m afraid so. You’re entirely bonkers. But I’ll tell you a secret. All the best people are.” (Tr. Cappelaio Matto: Sto diventando pazzo? Alice: Temo di si. Sei completamente pazzo. Ma ti svelerò un segreto. Tutte le persone migliori lo sono.)(Lewis Carroll – Alice in Wonderland)

Sono stata lontana e non è detto che sia del tutto tornata. Perché ci sono cose nella vita che ti rincorrono anche se tu non vuoi, o forse è solo che ad un certo punto permetti loro di raggiungerti e non puoi fare altro che fronteggiarle. Un po’ come la scena del cavaliere rosso nel film “The Fisher King” di Terry Gilliam. Ognuno ha il suo mostro che lo rincorre, che fa paura, che con il terrore che incute, toglie anche la possibilità di vivere le cose belle che accadono e alla fine se ti raggiunge non hai più la forza che credevi. O forse semplicemente ti sei dato per vinto pensando che sempre nella vita puoi farcela da solo. Se però ad un certo punto capisci che sei tu che permetti tutto questo, sei a metà strada verso quello che ad alcuni sembra un baratro senza fine, ma che invece diventa una opportunità per capire chi cazzo è quella persona che sembra così diversa da quella che credevi di essere.

La paura è una delle armi più devastanti che ci possano essere al mondo. La paura prende possesso del cervello, lo disinnesca e lo fa marciare alla sua velocità, impedendogli di reagire alle varie situazioni nel modo giusto, amplificando gli stimoli che il cervello manda al corpo, in modo da renderlo succube e morbosamente attaccato alla paura tanto da doversene cibare di continuo. E’ come un drogato, sa che quella merda che prende lo distrugge ma non può farne a meno. Il corpo va in tilt, reagendo con stimoli che normalmente sarebbero una difesa, come il dolore che ci avverte di un malessere anche piccolo, ma in questo caso questi stimoli diventano un attacco che alimenta la paura. E tu hai bisogno di qualcuno che ti dica che quegli stimoli corrispondono a malattie ben precise, magari che non esistono perché sono solo dentro il tuo cervello che ormai va per cazzi suoi, macinando a 3000 giri al minuto.

Ma arriva un momento in cui stare lì ad aspettare il prossimo giro di valzer di ansia (ecco la parolina chiave… ANSIA) rende la tua vita e quella di chi ti sta attorno una merda e pensi che sei solo tu il pirla che ha permesso tutto questo. Perché? Ci sono mille motivi e si può stare lì ad analizzarli tutti, oppure si può cercare di vivere e basta. Soprattutto ridendoci su e avendo qualcuno accanto che ti smonta pezzettino per pezzettino tutte le tue pippe! Sbagliato commiserare e commiserarsi soprattutto perché potrebbe essere utile impattarsi (Si proprio impattare, sbatterci contro con violenza!) con gente che realmente ha delle malattie, incurabili e terminali, e capire che forse tu sei una merda che ancora ti fai venire le paturnie per un mal di schiena! Crozza nell’ultima puntata del suo spettacolo ha meravigliosamente spiegato la pirlaggine che attanaglia purtroppo gran parte di questo bel mondo civile: http://www.la7.it/crozza/video/crozza-e-lansia-di-antonio-razzi-04-04-2014-129598 Sento già gli strali di chi pensa, dall’alto del suo personale groviglio ansioso, che io la faccia semplice, che stia trattando un malessere così profondo con troppo cinico e spiccio giudizio. “La fai facile tu!”. Se fosse stato facile a quest’ora stavo facendo altro che scrivere questi giudizi su me stessa. Come se fosse facile sbattere contro le proprie miserie, ancora sto cercando di riparare i danni e le ecchimosi e ancora non so se ci riuscirò del tutto. Ma ho fatto mia la frase di Jep Gambardella nel film “La Grande Bellezza” quando dice:””La più consistente scoperta che ho fatto, pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare …”. Infatti ho capito che le mie energie, poche e molto fragili, vanno spese bene e messe a frutto di ciò che realmente ritengo importante nella mia esistenza. Non posso permettermi di sciupare tempo e fiato per cose che alla fine tolgono tempo e fiato a chi mi sta accanto e a chi ha diritto di avermi vicino nella sua crescita. Non voglio non accorgermi che mia figlia ha un problema, perché sono troppo aggrovigliata su me stessa e le mia paturnie. Non voglio non poter più guardare in faccia mio marito perché presa da mille pensieri altrove. Ho dovuto fare delle scelte anche nel mio impegno sociale proprio per ottimizzare al massimo anche quello. Non ho mai avuto pretese di cambiare il mondo, ma ho provato a dare il mio piccolo contributo in svariati modi. Credo di aver dato in anni in cui parlare di mafia e antimafia era una roba per pochi sfigati. Io ho visto da vicino come vivono le persone che lavorano per questo stato, ben prima che fosse di moda fregiarsi di titoli come “società civile” e “impegno antimafia”. Ho visto l’angoscia dei familiari e la lontananza dei cittadini, ho vissuto le stragi, il dopostragi, i cortei, i lenzuoli ai balconi, “Le loro idee cammineranno sulle nostre gambe”, ero in mezzo alle catene umane a Palermo dopo le stragi, davanti il tribunale, ho visto insediarsi Caselli, ho visto partire i processi a Caltanissetta, ho visto Caltanissetta con l’esercito con i sacchi di sabbia stile trincea davanti ai portoni dei magistrati che si occupavano di quei processi, ho visto le scorte, gli allarmi, le minacce, ho sperato, ho visto il nulla dopo, sono andata via, sono tornata, e ho visto il peggio con due Presidenti della Regione osannati come benefattori e poi condannati per mafia. Negli ultimi anni ho cercato di dare un piccolo contributo ma mi sono resa conto che questo paese non impara mai dai propri errori, che li reitera e li perpetua e io ho perso fiducia in questo popolo. Quando si ripetono gli stessi errori significa che non c’è una reale voglia di cambiamento. Io non mi sento più a mio agio in questo paese, ma devo rimanerci per motivi contingenti al fatto che per vivere devo stare qui. Ma credo che per la mia vita e la mia salute nonché cosa più importante, per il benessere della mia famiglia, la scelta migliore sia cercare di insegnare tutto quello che so a mia figlia, cercare di farle imparare l’inglese e insegnarle che il mondo è grande, è bello, è vario, che ci sono bellissime cose da scoprire, che deve leggere quanto più può, guardare tutti i film che può e io con lei, conoscere ed essere curiosa, che non deve aver paura di guardare aldilà del suo naso, che anche se le diranno che l’Italia è il centro dell’Universo, non è così, che siamo solo una piccola parte di un mondo più complesso e variegato e soprattutto che può diventare ciò che vuole, che può essere e scegliere ciò che vuole, anche se questo significherà andar via. Qualcuno potrà obiettare che può essere una scelta egoista. Io dico che è la scelta giusta PER ME, e che ho bisogno di ritrovare cose di me stessa che rischiano di perdersi nel bailamme delle urla e schiamazzi. Io non mi sono mai sentita in guerra con nessuno, non ho mai preteso di avere verità inconfutabili o di avere idoli e guru da seguire. Ecco perché m’incazzo se l’ansia prende il controllo del mio cervello. Nessuno sinora è mai riuscito a farmi fare cose che non volevo, figurarsi se posso permetterlo all’ansia. Le cose brutte purtroppo non si possono evitare, e a fatica sto cercando di rendermi conto che ciò che conta davvero è l’intensità con cui si vive godendo e cercando ciò che ti far star bene. Come ho detto all’inizio non so se sono tornata del tutto e probabilmente il mio cavaliere rosso proverà ancora ad inseguirmi e a braccarmi ma spero di mettere in pratica quello che cantano I Cani nella loro canzone “Lexotan”: “Se dovessi avere sulla tangenziale la tachicardia, cercherò di ricordare che nonostante tutto c’è la nostra stupida impropabile felicità, la nostra affatto fotogenica felicità, la sciocca, ridicola, patetica, mediocre inadeguata…. inadeguata felicità”