E si inizia bene!

Come primo post non potevo non iniziare con la notizia del Golden Globe come migliore film straniero dato a “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino! Una bella notizia per un cinema italiano che da troppo tempo non è più all’altezza di osare e di sfornare cose decenti! Purtroppo ultimamente abbiamo assistito a uno stillicidio di filmetti e commediole di facile comprendonio, che volendo “diversificarsi” dai cinepanottoni, non riescono ad avere sceneggiature che reggano almeno per il primo quarto d’ora di film!
Invece Sorrentino ha sempre avuto uno spirito molto diverso nei suoi film e questo premio è la prova che in Italia esistono registi bravi e attori bravi e che se usciamo dallo schema dello spettatore che deve capire tutto, se si esce dallo schema “La casalinga di Treviso, il Pastore Lucano, il Bracciante Lucano” di morettiana memoria, forse qualcosa di buono ne viene fuori!
Concordo con chi dice che forse non è il film migliore che Sorrentino abbia fatto. Io ad esempio preferisco  “This must be the place” , con la  maschera grottesca di un meraviglioso Sean Penn che racconta in forma di road movie un percorso umano verso la propria identità che mi ha molto colpito. E poi vuoi mettere la canzone mitica dei Talking Heads?
Ma “La Grande Bellezza”, attraverso quell’attore immenso che è Toni Servillo, ha il pregio di raccontare non solo l’Italia, che rimane uno sfondo, ma un mondo che piano piano si sgretola, con le sue paranoie, la sua banale ripetitività, le sue miserie, la sua incapacità di cambiare perché ormai si è assuefatti al brutto, al grottesco, ci si riconosce nella maschera che ci si è costruiti e nelle menzogne in cui si sguazza piuttosto che andare a dormire e svegliarsi alla luce del sole con la propria faccia. Ed è per questo che la notte diventa lunga, diventa rifugio e copre ogni schifezza, le luci, le paillettes, i famosi “nani e ballerine”, il sesso consumato più per routine che per vero piacere o trasgressione, diventa una coperta di Linus quasi, per chi ormai ha la maschera tatuata sul viso da chili di silicone e lifting, pronti a fare la fila dal famoso chirurgo delle dive, come in un pellegrinaggio a Lourdes, per tentare di non affrontare la propria faccia, con i segni del proprio vissuto.

Questo film è stato accusato di fare “il verso” a “La Dolce Vita” di Fellini o di essere troppo manieristico dal punto di vista stilistico. E’ vero, alcune immagini del film ricordano Fellini, ma credo siano un dovuto omaggio del regista a chi prima di lui ha affrontato gli stessi temi usando Roma come sfondo. Io credo siano volute e credo si possano definire “citazioni” anche perché Sorrentino ha la capacità di attualizzare i contenuti felliniani, anche visivi, alla società odierna ancora più grottesca se possibile di quella raccontata da Fellini.
Per quanto riguarda il “manierismo” sono parzialmente d’accordo, nel senso che è vero che c’è una ricerca maniacale dell’inquadratura, delle luci, un montaggio preciso, lunghe sequenze, ma questo è Sorrentino. I suoi film sono lenti, non c’è la ricerca della situazione che si risolve in una battuta o il colpo di scena, ma c’è un racconto per immagini che porta chi guarda pian piano dentro la storia e gli fa conoscere più a fondo i personaggi, facendolo quasi camminare un passo dietro loro, facendolo quasi partecipare alla narrazione.
Infine gli attori: Toni Servillo, quasi attore feticcio per Sorrentino, è immenso! Un attore perfetto capace con un primo piano di raccontarti un mondo, solo con uno sguardo, un sogghigno. Un attore di livello che forse è stato scoperto troppo tardi dal cinema, lui che viene da una lunga carriera teatrale, ma avercene! E la scelta dei personaggi comprimari esaltano le sue doti e capacità. C’è anche un Carlo Verdone che fa uno dei tanti personaggi che alla fine sembrano caricature di un sogno mai nato perché mai veramente coltivato o forse perché rincorso senza averne le doti e le capacità. Però è l’unico che alla fine prende atto della sconfitta e forse fa pace con se stesso.
Insomma questo film merita fosse solo perché finalmente un regista italiano prova a fare cinema di qualità, cosa che all’estero sanno, visto che non c’è attore o regista straniero che non citi Fellini, De Sica, Rossellini, Leone e così via. Una volta il nostro cinema era ispirazione per chi, ovunque, volesse fare questo mestiere. Non so se Sorrentino riuscirà ad esserlo per le generazioni future ma sicuramente è sulla buona strada.
Questo è uno dei pezzi del film che preferisco. Credo che racconti benissimo la decadenza di un paese e di chi si crede salvatore della patria da salotto (o da tastiera).
http://www.youtube.com/watch?v=1eni_owsw_M

AGGIORNAMENTO

E’ arrivata la notizia che “la Grande Bellezza” è in lizza per gli Oscar come migliore film straniero. Bene! Non so come siano gli altri film, magari sono bellissimi e magari qualcuno di essi si meriterà l’Oscar, ma il film di Sorrentino parte già bene visto il Golden Globe che ha vinto. Quindi incrociamo le dita e speriamo bene. Nel frattempo si sono scatenate le critiche incrociate tra le varie fazioni, quelli del “E’ stupendissimissimo e basta” e quelli del “Fa più schifo del più schifoso in assoluto”. In questo paese di pareri sempre così “equilibrati”, io mi pongo con l’atteggiamento che ho sempre avuto. Quello di pensare con la mia testa. Quindi come ho già detto questo film a me è piaciuto molto, ma non credo sia il migliore di Sorrentino e questo, come ho già spiegato è un mio parere personale. Se vince sono contenta perché è un film di qualità alta. Le critiche ci stanno, anche quelle ferocissime! Fellini fu sommerso di critiche ferocissime e solo DOPO divenne FELLINI. I detrattori mi diranno “ma come ti permetti di paragonare Sorrentino al grande maestro?”. Magari gli stessi se fossero nati ai tempi di Fellini o Germi li avrebbero sommersi di immondizia. Perché in questo paese sembra non si riesca  a fare una critica anche negativa senza usare immondizia. Siamo tutti registi, produttori, sceneggiatori come siamo tutti calciatori, giudici, politici, medici, etc…. Io sono solo una a cui piace guardare film. E non mi accontento facilmente. Solo che a volte fare il bastian contrario diventa un modo di essere per distinguersi dalla massa. Che a volte è doveroso, soprattutto in un paese dove si tende a far breccia sulla pancia della massa, ma farlo a prescindere forse si rischia di parlare come la famosa pancia di cui sopra. E allora riguardatevi il pezzo che ho messo in questo post, preso dal film, dove c’è la giornalista, intellettuale che ha sempre perorato la causa del “partito”, che parla come se fosse l’unica portatrice di verità assoluta e l’unica ad aver fatto qualcosa in questo paese ritendendosi unico esempio da seguire! Guardate la realtà come viene svelata! Ad alcuni farà schifo il film…. forse perché sono un po’ come lei!
Uh dimenticavo! A proposito del “Vaffa” detto da Toni Servillo alla giornalista che gli faceva domande sulle critiche: ok non sarà stato un signore ma farne un caso nazionale mi sembra eccessivo! E poi ormai ci siamo scordati chi era Gassman o Monicelli  così per fare due nomi di grandissimi! E allora a rainews ARIDATECE A TANGHERLINI! http://www.youtube.com/watch?v=ITDItsYxZCw

AGGIORNAMENTO (2)

Sono contenta di riaggiornare questo post con la notizia della vittoria de “La Grande bellezza” agli Oscar come migliore film straniero. Dopo il Golden Globe e Il BAFTA, l’Oscar chiude il cerchio di riconoscimenti ad un film che merita di essere visto all’estero anche  solo per far percepire ai non italiani che in questo paese non siamo tutti uguali e che c’è gente che capisce e sa descrivere la profonda crisi del proprio paese con dolore, bellezza, amore e anche rabbia, usando un linguaggio che esce dai localismi beceri e diventa universale! Poi ci saranno i soliti detrattori che diranno che è il film più brutto della storia del mondo, ma ormai ho capito una cosa: quello che sappiamo fare benissimo come italiani è distruggere anche il bello che sappiamo creare. Questa è la nostra condanna! Non sappiamo guardarci che con i nostri occhi piccoli e abituati al brutto e quando succede qualcosa di bello ormai non lo riconosciamo più! Che pena!

Sorrentino ha ricordato quattro persone che lo hanno ispirato, Fellini, Scorsese, Maradona e i Talking Heads e siccome ho adorato “This must be the place” vi propongo il video della canzone proprio dal film di Sorrentino.

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